Domanda di un lettore
“Sto per fare una proposta d’acquisto per una casa che appartiene a più persone. L’assegno della caparra deve essere intestato a tutti i proprietari oppure basta uno solo?”
È una domanda che mi viene posta spesso durante le trattative. La risposta è semplice: nella maggior parte dei casi è sufficiente intestare l’assegno a uno dei proprietari, purché tutti i venditori siano d’accordo e abbiano sottoscritto la proposta d’acquisto.
Non è il numero degli assegni a tutelare chi compra. La vera tutela è una proposta d’acquisto redatta correttamente e firmata da tutti i proprietari dell’immobile.

Perché spesso viene utilizzato un solo assegno?
Quando presenti una proposta d’acquisto, soprattutto se è subordinata all’ottenimento del mutuo, l’assegno della caparra non viene normalmente incassato subito. Rimane depositato presso l’agenzia immobiliare fino a quando si verificano le condizioni previste nella proposta. Per questo motivo, nella pratica, molti agenti immobiliari preferiscono utilizzare un solo assegno intestato a uno dei venditori. È una soluzione più semplice e veloce, soprattutto quando i proprietari sono due coniugi, fratelli o comproprietari che collaborano senza alcun problema. Una volta superata la fase della proposta, sarà poi possibile sostituire l’assegno con bonifici o assegni distinti, in base alle quote spettanti a ciascun venditore.
Devo preoccuparmi se l’assegno è intestato a una sola persona?
No. Molti acquirenti pensano che intestare l’assegno a un solo proprietario possa essere rischioso. In realtà non è così. Quello che conta è che tutti i proprietari abbiano accettato la proposta d’acquisto. Facciamo un esempio: stai acquistando una casa intestata a marito e moglie. La proposta viene firmata da entrambi. L’assegno viene intestato soltanto al marito. Dal punto di vista della trattativa non cambia nulla, perché entrambi hanno manifestato la volontà di vendere alle condizioni concordate.
Quando consiglio assegni separati?
Ci sono però situazioni in cui preferisco adottare una soluzione diversa. Penso, ad esempio, alle case ereditate da più fratelli. Oppure a immobili appartenenti a diversi comproprietari che non hanno un buon rapporto. In questi casi può essere più prudente predisporre assegni separati. Perché? Per evitare discussioni inutili. Nel corso degli anni ho visto trattative complicarsi per motivi che sembravano irrilevanti. Persino pochi centesimi di differenza nella ripartizione del prezzo hanno generato discussioni davanti al notaio. Quando i rapporti tra i venditori sono delicati, la trasparenza diventa fondamentale. Meglio dedicare qualche minuto in più all’inizio della trattativa piuttosto che rischiare problemi nelle fasi finali.
Il mio consiglio
Ogni compravendita è diversa. Dietro una semplice proposta possono esserci successioni, divorzi, comunioni dei beni o situazioni familiari particolari che meritano attenzione. Per questo motivo il mio lavoro non consiste solo nel compilare moduli. Il mio compito è verificare ogni dettaglio prima che diventi un problema, così da accompagnarti fino al rogito in totale sicurezza. Se stai acquistando casa a Bari o in provincia e vuoi essere seguito passo dopo passo, contattami. Sarò felice di analizzare la documentazione, spiegarti ogni fase della trattativa e aiutarti ad acquistare il tuo immobile con la massima tranquillità.
