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Negli ultimi mesi mi capita continuamente di sentire la stessa domanda: in pizzeria, in palestra, con clienti, amici e colleghi. Tutti mi chiedono: “Pietro, cosa sta succedendo al mercato immobiliare in questo inizio 2026? E cosa succederà nei prossimi mesi?”
È una domanda più che legittima. Il contesto economico e geopolitico crea incertezza e, quando c’è incertezza, chi deve vendere o comprare casa vuole capire se è il momento giusto oppure no.
Non ho la sfera magica, e diffida di chi dice di averla. Però una cosa è certa: chi lavora ogni giorno nel settore immobiliare ha accesso a dati reali e percezioni concrete del mercato. Ed è proprio da qui che voglio partire per fare chiarezza.

Il mercato immobiliare nel 2026: dati e andamento
Ad oggi, il mercato immobiliare sta vivendo una fase ancora positiva. I dati che sto analizzando e che emergono anche da fonti di settore parlano chiaro: c’è stato un incremento delle compravendite di circa il 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Se guardiamo nello specifico Bari e provincia, i numeri sono ancora più interessanti. I prezzi degli immobili hanno registrato un aumento medio del 7%, mentre le compravendite sono cresciute fino al 45%.
Questo significa una cosa molto semplice: la domanda è alta, ma l’offerta è sempre più ridotta. Lo stock immobiliare disponibile si è abbassato di circa il 40%, creando un forte squilibrio tra chi cerca casa e chi la mette in vendita.
Quali immobili si vendono di più a Bari
Un altro aspetto fondamentale riguarda le tipologie più richieste.
Oggi il mercato premia soprattutto i trivani, quindi appartamenti con due camere da letto, possibilmente con spazi esterni vivibili come balconi ampi o terrazzati. Le famiglie cercano comfort, spazi e qualità della vita.
Anche i budget sono cambiati. Se fino a qualche anno fa la fascia più attiva era tra i 150.000 e i 200.000 euro, oggi sempre più acquirenti si posizionano tra i 200.000 e i 250.000 euro. Questo segnala un rialzo generale dei prezzi, ma anche una diversa percezione del valore degli immobili.
Mutui, inflazione e potere di acquisto
Qui arriva il punto più delicato.
Da inizio anno i tassi dei mutui sono aumentati e si stanno avvicinando al 4%. Questo incide direttamente sul potere di acquisto delle famiglie.
Oggi, rispetto al 2025, un acquirente medio ha circa il 15% di capacità di spesa in meno. Tradotto in modo semplice: chi prima poteva permettersi una casa da 200.000 euro, oggi riesce ad acquistare un immobile da circa 170.000 euro.
Le conseguenze sono evidenti: o si cercano immobili più economici, oppure si rimanda l’acquisto in attesa di tempi migliori.
Nel frattempo, l’inflazione continua a crescere. Basta guardare la vita quotidiana: aumentano i prezzi della spesa, del carburante, delle bollette, dei materiali e dei servizi. Questo scenario spinge le banche ad alzare ulteriormente i tassi, rendendo il denaro più “costoso” e frenando la domanda legata ai mutui, che rappresenta circa il 60% del mercato immobiliare italiano.
Il problema delle ristrutturazioni e delle nuove costruzioni
Un altro elemento da non sottovalutare è il costo delle materie prime.
Negli ultimi mesi si sono registrati aumenti anche del 35-40% sui materiali da costruzione. Questo ha un impatto diretto sul valore degli immobili da ristrutturare, che oggi risultano meno appetibili rispetto al passato.
Una casa che prima poteva valere 100.000 euro, oggi può scendere anche a 70.000–75.000 euro proprio perché i costi di ristrutturazione sono diventati molto più elevati.
Allo stesso tempo, anche il mercato del nuovo rallenta. Costruire oggi costa molto di più, e questo inevitabilmente si riflette sui prezzi finali e sulla capacità di assorbimento del mercato.
Segnali di rallentamento: meno richieste, ma mercato ancora attivo
Nonostante i dati positivi sulle compravendite, c’è un segnale che non va ignorato: le richieste di acquisto stanno calando.
A Bari, le telefonate di potenziali acquirenti sono diminuite di circa il 30%. Questo significa che, sebbene il mercato sia ancora attivo, il numero di persone realmente pronte ad acquistare si sta riducendo.
Il mercato sta reggendo grazie a chi dispone di liquidità, ma la fascia di chi acquista tramite mutuo inizia a rallentare.
Anche il mondo del lavoro influisce su questa dinamica. Molte aziende stanno affrontando aumenti dei costi e questo porta a maggiore instabilità, con cassa integrazione e riduzione della capacità di spesa delle famiglie.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
L’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti non ha ancora espresso completamente i suoi effetti in Italia. In altri Paesi, come gli Stati Uniti, si registrano già aumenti significativi, ad esempio sul carburante, con rincari fino al 60%.
Quando aumentano i costi di produzione e trasporto, aumenta tutto: il cibo, i vestiti, i servizi. E quando aumenta l’inflazione, le banche centrali intervengono alzando i tassi di interesse per rallentare l’economia.
Questo si traduce in meno accesso al credito e quindi meno compravendite nel medio periodo.
Conclusione: è davvero il momento di vendere casa?
Arriviamo alla domanda più importante.
Se stai pensando di vendere casa, questo è ancora un buon momento per farlo.
I prezzi sono alti, la domanda — seppur in leggero calo — è ancora presente e lo stock immobiliare è basso. Questo ti mette in una posizione di vantaggio rispetto al passato.
Aspettare potrebbe significare trovarsi in un mercato con meno acquirenti e maggiore difficoltà di vendita.
Come sempre, la differenza la fa la strategia: prezzo corretto, presentazione dell’immobile e metodo di vendita.
Se vuoi capire davvero quanto vale oggi la tua casa a Bari e come venderla al miglior prezzo possibile, il consiglio è affidarti a un professionista che conosce il mercato sul campo, non per sentito dire.
