Come si può ridare valore ai locali commerciali sfitti e agli immobili inutilizzati di Bari? La risposta è semplice: censire gli spazi vuoti, coinvolgere i proprietari, individuare nuove destinazioni compatibili e mettere in relazione gli immobili con chi può riutilizzarli. È questa una delle sfide più importanti per il futuro delle città e del mercato immobiliare. Il tema sarà al centro di inCittà 2026 – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono, l’evento nazionale promosso da Confcommercio in programma a Bari il 29 e 30 ottobre, presso Spazio Murat, in piazza del Ferrarese. Un appuntamento che offre l’occasione per affrontare una questione concreta: quanti immobili potrebbero tornare a vivere, generare reddito e contribuire alla qualità dei quartieri se fossero valorizzati con una strategia diversa?

Un locale vuoto è davvero un immobile senza valore?
Passeggiando per le strade di Bari capita di incontrare vetrine spente, saracinesche abbassate da mesi e locali che sembrano aver perso ogni possibilità di futuro. Dietro quelle serrande, però, non c’è necessariamente un immobile senza valore. Spesso c’è una risorsa che non ha ancora trovato il suo utilizzo migliore. Un negozio rimasto vuoto per anni può diventare uno studio professionale, un ambulatorio, uno spazio per la formazione o un servizio destinato ai residenti. Un immobile storico inutilizzato può essere recuperato e trasformato, quando le caratteristiche urbanistiche, edilizie e autorizzative lo consentono, in una struttura ricettiva di qualità. La differenza sta nella capacità di leggere l’immobile non soltanto per quello che è oggi, ma anche per quello che potrebbe diventare. Naturalmente, non tutti i locali sono recuperabili alle stesse condizioni. Alcuni richiedono interventi costosi, altri hanno limiti strutturali o vincoli che rendono complessa la trasformazione. Per questo servono analisi concrete, dati e una valutazione realistica dei costi e dei possibili ricavi.
Perché tanti locali commerciali rimangono sfitti?
Le ragioni possono essere diverse. A volte il canone richiesto non è più coerente con la domanda del quartiere. In altri casi, il proprietario preferisce attendere un’offerta migliore, senza considerare quanto possa costare mantenere l’immobile inutilizzato. Ci sono poi locali che necessitano di lavori, immobili con caratteristiche poco adatte alle attività oggi richieste e strade che hanno perso una parte della loro attrattività commerciale. Il risultato è un circolo vizioso. Meno attività significa meno servizi e meno passaggio di persone. Una strada meno frequentata può diventare meno interessante per nuove imprese. E i locali rimasti vuoti rischiano di diventare sempre più difficili da collocare sul mercato. Non è soltanto un problema dei proprietari. È una questione che riguarda l’intero quartiere. Per interrompere questo meccanismo bisogna partire da una domanda: quale attività potrebbe trovare spazio proprio in quell’immobile, a quel prezzo e in quella zona?
Canoni sostenibili e collaborazione con i proprietari: da dove partire?
Una delle soluzioni da valutare è la collaborazione fra Comuni, associazioni di categoria e proprietari immobiliari, anche attraverso accordi che favoriscano canoni di locazione sostenibili. Per il proprietario, accettare un canone più realistico può essere preferibile a mantenere il locale vuoto per anni. Per una nuova impresa, invece, trovare uno spazio accessibile può fare la differenza tra rinunciare a un progetto e riuscire ad avviarlo. Immaginiamo un negozio in una strada secondaria di Bari, rimasto inutilizzato per lungo tempo. Se il canone richiesto è superiore a quello che il mercato può sostenere, le visite possono non tradursi mai in una proposta. Una riduzione ragionata del canone, accompagnata da una corretta presentazione dell’immobile e dalla ricerca di conduttori coerenti con la zona, potrebbe riaprire possibilità concrete. Questo non significa svalutare indiscriminatamente gli immobili. Significa individuare un equilibrio tra le aspettative del proprietario, le condizioni del mercato e la sostenibilità economica dell’attività interessata. Gli eventuali incentivi fiscali o amministrativi possono contribuire, ma devono essere verificati caso per caso e definiti dalle amministrazioni competenti. Non basta annunciarli: occorre capire chi ne ha diritto, a quali condizioni e con quali risultati attesi.
Bari e il recupero degli immobili storici: una grande opportunità
La città di Bari dispone di un patrimonio edilizio che merita un’attenzione particolare. Nei quartieri centrali e nelle aree di maggiore interesse storico esistono immobili che, se adeguatamente recuperati, potrebbero contribuire a rafforzare l’attrattività della città. La mia proposta è avviare una mappatura degli immobili storici potenzialmente idonei alla riqualificazione, coinvolgendo attivamente i proprietari e verificando le opportunità offerte dalle normative urbanistiche, dai vincoli di tutela e dagli eventuali strumenti di sostegno. Alcuni immobili potrebbero essere destinati a strutture turistico-ricettive di qualità, purché la trasformazione sia autorizzabile e sostenibile. Altri potrebbero ospitare attività professionali, servizi, spazi culturali o nuove imprese. La scelta non dovrebbe essere automatica. Non tutti gli immobili devono diventare strutture ricettive e non tutte le zone possono sostenere lo stesso tipo di attività. La vera sfida consiste nel trovare la funzione più adatta per ogni edificio, tenendo conto delle esigenze dei residenti, dell’economia locale e della conservazione del patrimonio storico. Una riqualificazione ben progettata può creare nuove opportunità economiche. Una trasformazione priva di una visione complessiva, invece, rischia di aumentare i costi senza produrre benefici duraturi per il quartiere.
inCittà 2026 a Bari: programma e appuntamenti
L’evento nazionale inCittà 2026 – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono si svolge a Spazio Murat, in piazza del Ferrarese 1, nel cuore di Bari.
Giovedì 29 ottobre, l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti iniziano alle ore 10:00, mentre i lavori prendono il via alle 10:30.
Al termine della giornata, Confcommercio Bari-BAT propone due iniziative per conoscere il patrimonio culturale cittadino, entrambe previste dalle 18:30 alle 20:00: una visita guidata del centro storico, tra vicoli, piazze e tradizioni di Bari Vecchia, oppure una visita alla mostra Picasso. Lo sguardo rivoluzionario, con oltre cento opere tra incisioni, ceramiche e fotografie, presso la Camera di Commercio di Bari. La preferenza viene raccolta al momento dell’accredito.
Dalle 20:00 alle 22:00 è previsto un light dinner presso l’ex Mercato del Pesce, un’occasione di incontro e confronto informale tra i partecipanti. Venerdì 30 ottobre i lavori iniziano alle ore 9:30 e si concludono alle 13:30, seguiti da un networking lunch.
La città cambia quando gli immobili tornano a vivere
Hai un locale commerciale sfitto a Bari o conosci un immobile che potrebbe essere recuperato? Raccontami la tua esperienza attraverso www.come-vendere-casa.it. Confrontare le esigenze dei proprietari con quelle di chi cerca nuovi spazi può essere il primo passo per dare una seconda vita a immobili che oggi sembrano dimenticati.
Articolo a cura di Pietro Palermo – RE/MAX Stella Polare, Bari.
