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Ogni volta che acquisisco un incarico di vendita, la prima cosa che faccio non è pubblicare l’annuncio o organizzare le visite, ma chiedere al venditore già in fase sopralluogo tutta la documentazione dell’immobile. Parliamo dell’atto di provenienza – che può essere una compravendita, una donazione o una successione – della planimetria catastale, della visura, e di tutta la documentazione relativa ad eventuali lavori eseguiti nel tempo. Mi interessa capire, fin da subito, se ogni modifica è stata autorizzata, se ci sono difformità e, soprattutto, se elementi come una veranda risultano regolari o semplicemente “tollerati”.

Ti racconto questo perché recentemente mi è capitato un caso concreto che rende perfettamente l’idea di quanto questo passaggio sia fondamentale. Durante un incarico di vendita, il proprietario mi aveva assicurato verbalmente che la veranda fosse condonata. Una situazione apparentemente tranquilla, che però meritava comunque una verifica approfondita.
Perché controllare i documenti prima di vendere casa a Bari può salvarti la vendita
Nel giro di pochi giorni arriva anche una proposta di acquisto a prezzo pieno: 255.000 euro per un immobile situato nel quartiere Picone di Bari, precisamente in via De Ferrariis, nelle vicinanze della Clinica Santa Maria. Un’offerta importante, concreta, che qualsiasi venditore vorrebbe ricevere. Tuttavia, l’acquirente – giustamente – aveva posto una condizione: verificare la regolarità della veranda.
A quel punto si procede con un accesso agli atti tramite un tecnico, per avere certezza della situazione urbanistica. Ed è qui che emerge la realtà: quella veranda non era affatto condonata. Esisteva solo un’istanza presentata in passato al Comune per richiederne la regolarizzazione, ma non era mai stata completata o approvata.
Come se non bastasse, i tempi del Comune di Bari, a causa dell’elevato carico di lavoro, hanno portato a una risposta dopo circa sei mesi. Sei mesi di attesa, durante i quali la trattativa è rimasta sospesa, con inevitabili tensioni tra venditore e acquirente, entrambi desiderosi di arrivare al rogito ma bloccati da una situazione non chiara fin dall’inizio.
Questo episodio mette in luce un aspetto cruciale: molti venditori sono convinti che il proprio immobile sia perfettamente in regola, ma spesso si tratta di convinzioni basate su informazioni incomplete o su pratiche mai concluse. E quando queste criticità emergono durante la trattativa, il rischio è quello di perdere tempo prezioso, opportunità concrete e, in alcuni casi, anche l’acquirente.
Ecco perché la verifica documentale iniziale non è un dettaglio, ma una fase strategica della vendita. Anticipare i problemi significa evitarli, tutelare entrambe le parti e portare a termine la compravendita in modo più rapido, sereno ed efficace.
