“Pietro, ma davvero devo firmare un atto senza averlo letto prima?”
È una domanda che mi è stata posta pochi giorni fa da una venditrice, e confesso che mi ha fatto riflettere. La risposta è semplice: nessuna legge obbliga il notaio a inviare la bozza dell’atto prima della stipula. Ma c’è un’altra domanda, ancora più importante. Può chiedere 500 euro solo per inviarti quella bozza? Ed è qui che la vicenda diventa interessante.

Un caso reale che mi ha lasciato senza parole
La prossima settimana dovremo stipulare una compravendita immobiliare. La venditrice è una mia cliente. L’acquirente è stato invece procurato da un’altra agenzia immobiliare, che ha scelto il notaio incaricato. Come faccio sempre, ho suggerito alla mia cliente di leggere con calma la bozza del rogito prima della firma. Non per sfiducia nei confronti del notaio, ma perché ritengo che sia un comportamento prudente e professionale. Per correttezza ho chiesto alla collega di verificare se fosse possibile riceverla qualche giorno prima. La risposta è arrivata poco dopo. Il notaio avrebbe inviato la bozza soltanto previo pagamento di 500 euro. Pensavo si trattasse di un equivoco. Abbiamo telefonato direttamente allo studio notarile. La segretaria ha confermato la richiesta.
È normale pagare per leggere il rogito prima?
Nella mia esperienza la risposta è no. Negli anni ho collaborato con decine di notai. La maggior parte invia spontaneamente la bozza qualche giorno prima della stipula. Altri la trasmettono semplicemente quando viene richiesta. Non mi era mai capitato di sentire parlare di un compenso autonomo di 500 euro esclusivamente per ricevere l’anteprima dell’atto. Naturalmente ogni studio notarile organizza il proprio lavoro come ritiene opportuno. Ma una richiesta del genere lascia inevitabilmente spazio a molte domande.
Esiste un diritto ad avere la bozza?
Qui bisogna distinguere tra ciò che dice la legge e quella che è la buona prassi professionale. Ad oggi non esiste una norma che imponga al notaio di trasmettere preventivamente la bozza dell’atto. Questo significa che il cliente non può pretendere automaticamente di riceverla via e-mail qualche giorno prima. Esiste però un principio ancora più importante. Il notaio ha il dovere di informare le parti, spiegare il contenuto dell’atto e verificare che ciò che viene firmato corrisponda realmente alla loro volontà. Firmare un contratto senza comprenderne il contenuto non tutela nessuno.
Perché leggere la bozza prima conviene a tutti
Qualcuno potrebbe pensare che leggere il rogito in anticipo serva soltanto ai clienti più diffidenti. La mia esperienza dice esattamente il contrario. La bozza permette di individuare errori materiali che possono capitare in qualsiasi studio professionale. Un dato catastale errato. Una data di nascita sbagliata. Un indirizzo incompleto. Una descrizione dell’immobile non perfettamente aggiornata. Piccoli dettagli che, se corretti prima dell’appuntamento, evitano perdite di tempo e tensioni durante la stipula. Anche il notaio ne trae beneficio. Arrivare al giorno del rogito con un testo già verificato significa svolgere una firma più serena e molto più veloce.
E se il cliente vuole far leggere l’atto al proprio avvocato?
Anche questo accade spesso. C’è chi sostiene che l’intervento dell’avvocato complichi inutilmente il lavoro del notaio. Io la penso diversamente. Se il cliente desidera confrontarsi con un proprio consulente di fiducia, dovrebbe poterlo fare senza vivere questa scelta come una mancanza di rispetto verso il notaio. Le due figure hanno ruoli diversi. Il notaio è un pubblico ufficiale imparziale. L’avvocato tutela esclusivamente gli interessi del proprio assistito. Le due funzioni possono convivere perfettamente.
I 500 euro sono legittimi?
Questa è la domanda più delicata. Non conosco alcuna norma che autorizzi il notaio a richiedere un compenso autonomo esclusivamente per trasmettere una bozza dell’atto. La Legge n. 124/2017 ha rafforzato gli obblighi di trasparenza, imponendo la consegna di un preventivo con l’indicazione delle voci di costo prima del conferimento dell’incarico. Se il compenso per la trasmissione anticipata della bozza non è stato preventivamente indicato o concordato, è legittimo chiedere chiarimenti. Sarà eventualmente il Consiglio Notarile competente a valutare se quella richiesta sia conforme ai doveri professionali e deontologici.
Come si è conclusa la vicenda
La mia cliente è rimasta sorpresa quanto noi. Ha scelto di non pagare i 500 euro. Ha deciso invece di farsi assistere dal proprio avvocato il giorno della stipula. È una scelta pienamente legittima. Nessuno è obbligato a firmare un atto che non ha avuto il tempo di comprendere. Se durante la lettura emergono dubbi, il notaio ha il dovere di fornire ogni spiegazione necessaria e, se occorre, apportare le modifiche concordate dalle parti.
La mia riflessione
Nel mercato immobiliare la fiducia è tutto. Trasparenza, collaborazione e dialogo fanno risparmiare tempo a tutti: venditori, acquirenti, agenti immobiliari e notai. Per questo continuo a ritenere che inviare una bozza qualche giorno prima rappresenti una buona pratica professionale. Non perché sia sempre un obbligo di legge. Ma perché permette alle parti di arrivare alla firma più consapevoli, più tranquille e con la certezza di sapere esattamente cosa stanno sottoscrivendo. Ed è proprio questa, in fondo, la migliore tutela per tutti.
Hai vissuto un’esperienza simile durante una compravendita? Ti è mai stato chiesto un compenso per ricevere la bozza del rogito?
Raccontamela nei commenti oppure contattami. Confrontarsi su casi reali aiuta venditori e acquirenti a evitare errori e ad affrontare il rogito con maggiore serenità.
Pietro Palermo
