Come si prepara una casa prima del servizio fotografico per venderla meglio?
La risposta è semplice: si toglie tutto ciò che distrae, si mette ordine e si valorizzano luce e spazi. Perché nelle fotografie l’acquirente deve vedere la casa, non le cose che contiene. È una scena che, da agente immobiliare, mi capita di vedere spesso. Entro in un appartamento e penso: questa casa ha delle belle potenzialità. Poi guardo meglio. Il soggiorno è pieno di soprammobili. Sul tavolo ci sono riviste, telecomandi e oggetti di ogni tipo. In cucina il piano di lavoro è quasi completamente occupato. In camera una sedia è diventata, nel tempo, un armadio supplementare. In bagno sono esposti tutti i prodotti della quotidianità. La casa non è necessariamente disordinata. È semplicemente troppo piena per essere fotografata bene. E quando arriva il nostro fotografo, quella che nella vita di tutti i giorni è una situazione normale può diventare un problema.

Le fotografie devono far vedere la casa, non la vita del proprietario
Quando una persona cerca un immobile, spesso il primo incontro non avviene davanti al portone. Avviene davanti a uno smartphone. Scorre fotografie, guarda la metratura, legge il prezzo e decide in pochi secondi se vale la pena approfondire. Per questo la fotografia immobiliare non è un semplice servizio accessorio. È una parte della presentazione commerciale della casa. Una stanza piena di oggetti può sembrare più piccola. Una cucina con il piano di lavoro completamente occupato può apparire meno funzionale. Un terrazzo utilizzato come deposito può far dimenticare all’acquirente che, in realtà, quello spazio potrebbe essere uno dei punti di forza dell’immobile. Non è cambiata la casa. È cambiato il modo in cui viene percepita. Ed è proprio qui che entra in gioco il decluttering.
Prima di comprare, spesso bisogna togliere
Quando parlo con un proprietario della preparazione dell’immobile, la prima cosa che gli dico non è di comprare mobili nuovi. Gli dico di guardarsi intorno. Cosa possiamo togliere? Quasi sempre c’è qualcosa. Telecomandi, cavi, riviste, scatole, giochi, soprammobili, fotografie personali, scarpe, borse, prodotti per la pulizia. Non bisogna buttare via la propria vita. Bisogna semplicemente ridurre il rumore visivo. L’acquirente deve poter immaginare quella casa come il luogo in cui potrebbe vivere lui. Se ogni superficie racconta esclusivamente la vita di chi ci abita, questo diventa più difficile. Una casa in vendita deve quindi essere vissuta, ma anche leggibile. È una differenza sottile. E nelle fotografie si vede moltissimo.
Il soggiorno: lasciare spazio allo spazio
Il soggiorno è spesso il primo ambiente che cattura l’attenzione. Per questo deve essere ordinato senza diventare artificiale. Il divano va sistemato. I cuscini possono essere lasciati, ma senza esagerare. Plaid, riviste e telecomandi vanno messi in ordine. Se il tavolino è coperto di oggetti, è il momento di alleggerirlo. Anche una libreria troppo piena può essere ridimensionata. Non serve svuotarla. Basta eliminare ciò che non aggiunge nulla alla fotografia. L’obiettivo non è creare una casa da catalogo. È fare in modo che l’occhio dell’acquirente possa vedere le dimensioni del soggiorno, la luce, la disposizione e gli elementi architettonici.
In cucina il piano di lavoro racconta molto
La cucina è un altro ambiente nel quale il confine tra casa vissuta e casa da fotografare diventa evidente. Nella vita quotidiana è normale avere sul piano la macchina del caffè, i barattoli, lo scolapiatti, i detersivi e magari qualche elettrodomestico. Prima delle fotografie, però, conviene fare una selezione. Il piano di lavoro deve respirare. Non occorre eliminare tutto. Una macchina da caffè elegante, un vaso o un tagliere possono persino aiutare a dare vita all’ambiente. Ma spugne, detersivi, pattumiera, sacchetti e oggetti accumulati è meglio riporli. Anche il frigorifero merita un’occhiata. Quelle calamite raccolte negli anni, i disegni dei bambini e le fotografie di famiglia fanno parte della storia della casa. Ma nell’annuncio non sono loro i protagonisti. Il protagonista deve essere l’immobile.
In camera da letto basta poco per cambiare l’immagine
Una camera ordinata comunica immediatamente una sensazione diversa. Il letto rifatto bene. I comodini liberi. Gli abiti riposti. Le scarpe fuori dall’inquadratura. Sembra banale. Eppure è proprio nelle piccole cose che una fotografia può cambiare completamente.
Il bagno non deve raccontare la routine quotidiana
In bagno il principio è ancora più semplice. Quando viviamo in una casa non facciamo caso alla quantità di prodotti che abbiamo intorno. Lo shampoo nella doccia. Il dentifricio sul lavandino. Il phon. Le creme. I profumi. I detergenti. Nella fotografia, invece, tutto questo diventa immediatamente visibile. Prima dello shooting conviene quindi riporre quasi tutti gli oggetti personali. Specchio pulito. Rubinetteria pulita. Sanitari puliti. Asciugamani ordinati. E il coperchio del WC? Meglio chiuderlo. Sono dettagli insignificanti nella vita quotidiana. Nella fotografia diventano parte della scena.
Attenzione al terrazzo: non trasformiamolo in un ripostiglio
Un balcone o un terrazzo può essere uno degli elementi che convincono un acquirente a visitare una casa. Ma soltanto se riesce a vederlo. Se nell’immagine compaiono stendino, secchi, scope, scatoloni e oggetti inutilizzati, il terrazzo rischia di diventare semplicemente un’altra cosa da sistemare. Basta poco per cambiare prospettiva. Togliere il superfluo, sistemare le piante, pulire il pavimento e, se lo spazio lo permette, lasciare un tavolino con qualche sedia. Non bisogna inventare un terrazzo che non esiste. Bisogna far vedere quello che c’è nel suo momento migliore.
Non serve avere una casa perfetta
Questo è forse il messaggio più importante. Non tutti hanno una casa da rivista. E non serve averla. Una casa può avere mobili datati, colori che non piacciono a tutti o un arredamento completamente diverso dalle tendenze del momento. Non bisogna nasconderlo. Bisogna presentarlo bene. Anche perché una buona fotografia non deve raccontare una casa diversa da quella che l’acquirente troverà durante la visita. Deve semplicemente permettergli di apprezzarla.
La casa non deve essere perfetta. Deve essere pronta a farsi scegliere.
Preparare una casa per le fotografie non significa trasformarla in qualcosa che non è. Significa darle la possibilità di mostrarsi nel modo migliore. A volte servono piccoli interventi. Un po’ di ordine. Qualche oggetto in meno. Più luce. Ma prima di pensare a ristrutturazioni costose o a interventi che non recupereremo mai con il prezzo di vendita, vale la pena partire da una domanda molto più semplice:
“Cosa vede oggi un potenziale acquirente quando guarda le fotografie della mia casa?”
Perché la vendita, spesso, comincia proprio lì. Non davanti alla porta di casa. Sul display del suo telefono.
Stai pensando di vendere casa a Bari o in provincia?
Prima di mettere online l’annuncio, può essere utile valutare insieme non soltanto il prezzo, ma anche come presentare l’immobile, quali interventi hanno realmente senso e quali invece rappresentano soltanto una spesa inutile.
Sono Pietro Palermo, consulente immobiliare RE/MAX Stella Polare a Bari.
Se vuoi vendere casa, contattami prima di pubblicare l’annuncio. Possiamo valutare insieme come preparare l’immobile per arrivare sul mercato con una presentazione efficace, realistica e pensata per attirare gli acquirenti giusti.
