Quando una coppia decide di separarsi, uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione del patrimonio immobiliare comune.
Molto spesso i coniugi si rivolgono ai rispettivi avvocati per definire gli accordi economici e, tra le prime necessità, emerge quella di stabilire il reale valore dell’immobile di proprietà.
In queste circostanze può accadere che entrambe le parti si rivolgano allo stesso professionista immobiliare per ottenere una valutazione della casa.
Ma come dovrebbe comportarsi un agente immobiliare quando riceve una richiesta di valutazione dello stesso immobile da parte di due coniugi che stanno affrontando una separazione?

Una situazione più frequente di quanto si pensi
Nel corso della mia attività professionale mi è capitato più volte di essere contattato da persone coinvolte in una separazione o in una procedura di divorzio.
Spesso i coniugi, assistiti dai rispettivi avvocati, hanno la necessità di conoscere il valore di mercato dell’immobile per valutare diverse opzioni:
- liquidazione della quota di uno dei coniugi;
- vendita dell’immobile e divisione del ricavato;
- assegnazione della casa familiare;
- definizione degli accordi patrimoniali tra le parti.
In questi casi la valutazione immobiliare assume un ruolo fondamentale perché rappresenta la base sulla quale verranno prese decisioni economiche importanti.
Può lo stesso professionista lavorare per entrambe le parti?
La risposta è sì, ma soltanto a determinate condizioni. Se entrambi i coniugi sono a conoscenza della situazione e accettano che il professionista svolga il ruolo di valutatore comune, l’incarico di vendita può essere gestito in piena trasparenza.
Anzi, in molti casi una valutazione condivisa consente di evitare inutili contrapposizioni e riduce il rischio che ciascuna parte presenti stime differenti, spesso elaborate con criteri diversi. L’aspetto essenziale è che il professionista chiarisca fin dall’inizio il proprio ruolo di soggetto terzo e imparziale. La valutazione deve essere eseguita esclusivamente sulla base di dati oggettivi, comparazioni di mercato e caratteristiche reali dell’immobile, senza favorire alcuna delle parti coinvolte.
Quando è preferibile rinunciare all’incarico
Esistono tuttavia situazioni in cui la prudenza suggerisce una strada diversa. Se uno dei coniugi richiede una consulenza riservata o se il professionista ritiene che la propria indipendenza possa essere messa in discussione, è opportuno rinunciare all’incarico o limitare il proprio intervento. La credibilità di un agente immobiliare dipende infatti dalla sua capacità di mantenere una posizione neutrale.
Gli errori che un professionista non dovrebbe mai commettere
L’errore più grave consiste nell’accettare incarichi separati da entrambi i coniugi senza dichiarare apertamente la situazione.
In una procedura di separazione ogni documento viene inevitabilmente analizzato dai legali delle parti e spesso confluisce nel fascicolo utilizzato per raggiungere un accordo o affrontare un eventuale contenzioso.
Per questo motivo è altamente sconsigliato:
- redigere due valutazioni differenti dello stesso immobile;
- assumere il ruolo di consulente per entrambe le parti senza averlo dichiarato;
- fornire indicazioni diverse ai rispettivi avvocati;
- creare aspettative economiche non supportate dal reale valore di mercato.
Comportamenti di questo tipo possono generare contestazioni e compromettere la fiducia costruita negli anni.
La reputazione professionale viene prima di tutto
Nel settore immobiliare la reputazione rappresenta il bene più prezioso. Una provvigione si incassa una sola volta, mentre la fiducia dei clienti può generare nuove opportunità professionali per anni.
Quando ci si trova davanti a una coppia che sta affrontando una separazione, il compito dell’agente immobiliare non è schierarsi, ma fornire una valutazione seria, documentata e imparziale. La trasparenza nei confronti dei coniugi e dei rispettivi legali non è soltanto una scelta etica: è la migliore strategia professionale possibile.
Se una coppia in fase di separazione, dunque, si rivolge allo stesso professionista per conoscere il valore della propria abitazione, la soluzione più corretta è operare alla luce del sole.
Quando entrambe le parti sono informate e concordi, il professionista può assumere il ruolo di valutatore comune, mantenendo la propria terzietà e fornendo una stima condivisa.
Se invece esistono condizioni che potrebbero compromettere l’imparzialità, è preferibile rinunciare all’incarico piuttosto che mettere a rischio la propria credibilità.
Perché nelle operazioni immobiliari più delicate, come quelle che riguardano una separazione, il vero valore aggiunto non è soltanto la competenza tecnica, ma la fiducia che il professionista riesce a garantire a tutte le parti coinvolte.
